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IL 2017 VOLGE AL TERMINE, IL BILANCIO DI LUCA CRISTOFANI

“Risultati positivi e per il 2018 salvo lo spirito di sacrificio che è la forza del Volleyrò” 

29 Dec 2017 0 comment
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IL 2017 VOLGE AL TERMINE, IL BILANCIO DI LUCA CRISTOFANI

 

ROMA, 29 dicembre 2017 - Anche quest’anno siamo giunti al termine. Il 2017 sta per salutare definitivamente e il 2018 è ormai alle porte. E come sempre accade è tempo di bilanci e l’occasione per stilare una lista di buoni propositi per il futuro. Anche al Volleyrò è arrivato il momento di riflettere e pensare seriamente a quello che è stato e a quello che sarà. Il compito di prendere in esame l’ultimo anno e di raccogliere l’eredità che il 2017 porterà con sé in vista del 2018 è affidato al direttore tecnico, Luca Cristofani.

Luca, tra pochi giorni terminerà il 2017, un anno importante che ha visto il Volleyrò ancora ai vertici della pallavolo nazionale e internazionale con i successi delle rappresentative giovanili. Che giudizio dai a quest’anno?

“Il bilancio è abbastanza positivo, non completamente perché forse potevamo raccogliere qualcosina in più. Per una società come la nostra è comunque importante stare sempre ai vertici, poi si può vincere o perdere ma è fondamentale essere sempre nei primi posti”.

Oltre ai risultati più tangibili, che sono quelli del campo, il Volleyrò ha lanciato tantissime atlete nell’alto livello, in Serie A1 e A2. Rimane questo l’obiettivo principale della società?

“La formazione di atlete di livello nazionale e speriamo anche internazionale deve essere l’obiettivo principe del Volleyrò. I successi nei campionati giovanili e in quelli di serie sono spesso il risultato di episodi, mentre la creazione di giocatrici dipende esclusivamente dalla qualità del lavoro. Se la qualità del lavoro non è buona, non si creano atlete pronte per i campionati più importanti. Mi piace pensare che aiutiamo le società di alto livello e le nazionali a fare bene in Italia e nel mondo”.

Parlando nello specifico dei tre gruppi, l’Under 14 sta sorprendendo per la maturità dimostrata nel campionato di Serie D, dove sta facendo benissimo. Ti aspettavi che le ragazze fossero già così avanti nel loro processo di crescita?

“Quest’anno, per la prima volta, il gruppo Under 14 sta entrando nel circuito di lavoro che avevamo progettato. Negli anni precedenti, l’Under 14 ha seguito sempre un percorso più giovanile, separato rispetto alle Under 16 e 18. Quest’anno stiamo cercando di inserire anche il gruppo più giovane in un tipo di lavoro di livello più alto e posso dire che finalmente l’Under 14 sta giocando a pallavolo come io la intendo. Non so se questo sarà sufficiente per ottenere alla fine un risultato importante, ma so che vedendo giocare la squadra mi diverto”.

Dopo un avvio un po’ in sordina, anche l’Under 16 in Serie B2 sta disputando un campionato positivo, considerando che, rispetto agli anni passati, molte giocatrici sono impegnate con l’Under 18 in Serie B1. Sei d’accordo?

“Consideriamo che il gruppo che gioca in Serie B2 è formato da giocatrici Under 15 più che Under 16. Riuscire a tenere il passo in B2 è un grande risultato. La cosa che mi fa più piacere è che le giocatrici che fanno parte del gruppo agonistico, composto da trentatré atlete, hanno tutte la possibilità di giocare, crescere e sperimentare quello che provano durante gli allenamenti. Questo mi fa pensare che il progetto può essere ulteriormente migliorato, perché crescere senza giocare è complicato. Per un giovane, infatti, migliorare senza giocare è molto difficile. Gli allenamenti non bastano”.

Concludiamo con l’Under 18 in Serie B1. Quest’anno il gruppo è giovanissimo, con tanti elementi dell’Under 16 e solo due ragazze nate nel 2000. Eppure la squadra è ai vertici della Serie B1. Per te è una sorpresa oppure non sei stupito che il gruppo sia già così a buon punto?

“La vera sorpresa è proprio l’Under 18. A inizio stagione credevo che tra i tre gruppi sarebbe stata l’Under 18 a fare più fatica a esprimersi. Invece, a parte un paio di errori più o meno giustificabili fuori casa, stiamo facendo un percorso importantissimo. E la cosa bella è che non ricerchiamo questo, perché non abbiamo la spasmodica attenzione nel preparare le partite che c’è nell’alto livello. Noi giochiamo per crescere, senza pensare a fare troppi sistemi e quindi, in teoria, dovrebbe essere più facile batterci. L’unico aspetto che mettiamo in campo è quello puramente tecnico. Questo sistema aperto, che probabilmente all’inizio fa faticare i giovani, poi ti premia”.

Alla fine di ogni anno si buttano via le cose vecchie si fa tesoro di quelle buone. Cosa vorresti eliminare del 2017 e cosa, invece, ti porti nel 2018?

“Butto via il fatto che forse non siamo stati completamente bravi a integrare persone che sono venute qua, hanno fatto un buon lavoro ma che non siamo riusciti a fare entrare in fretta nel nostro tipo di mentalità. Mi tengo, come sempre, il lavoro di tutti i giorni, che è quello che poi fa la differenza. Venire quotidianamente e trovare le energie per stare qui dalle quattro alle nove di sera è lo spirito di sacrificio che va oltre l’aspetto lavorativo, senza il quale non si otterrebbero risultati importanti. Vale per gli allenatori ma anche per tutti i membri dello staff. È questa la vera forza del Volleyrò”.

 

 

Marco Tavani

Addetto Stampa Volleyrò Casal de’ Pazzi

Tel.: 339-2665793

Sito web: volleyrocasaldepazzi.it

 

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