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IL FUSION TEAM SPEZZA L’EGEMONIA DI SAN DONÀ ED È CAMPIONE REGIONALE UNDER 14

Il direttore tecnico, Marco Vanzo: “C’è tanto di Volleyrò Casal de’ Pazzi e di Giovannetti in questa fantastica impresa”

30 Apr 2018 0 comment
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IL FUSION TEAM SPEZZA L’EGEMONIA DI SAN DONÀ ED È CAMPIONE REGIONALE UNDER 14

ROMA, 30 aprile 2018 – Gli amici del Fusion Team Volley compiono una delle più belle imprese della pallavolo giovanile degli ultimi tempi, vincendo 3-2 (25-22, 22-25, 25-11, 21-25, 15-11) la finalissima del campionato regionale Under 14 del Veneto, spezzando così l’egemonia di San Donà che durava da tredici anni.

Marco Vanzo, direttore tecnico del Fusion Team Volley campione regionale Under 14, si può parlare di vera e propria impresa nel caso della tua squadra?

“Assolutamente sì, perché quando batti la squadra che da tredici anni consecutivi vinceva il titolo regionale fai qualcosa che non rientra nella normalità. Per superare San Donà abbiamo dovuto compiere qualcosa di impressionante, sia ieri in finale che nel percorso degli ultimi anni. Siamo una realtà giovanissima e riuscire a realizzare un’impresa del genere è la prova del grande lavoro che abbiamo svolto. La cosa che mi è piaciuta di più è che nel momento importante non ci è venuto il classico “braccino”, anzi. È un aspetto su cui abbiamo lavorato tantissimo quest’anno. Ieri non abbiamo disputato una grandissima prestazione dal punto di vista tecnico, per tutta una serie di motivi che vanno dalla pressione di essere arrivati a una gara così importante al dover affrontare una formazione abituata a lottare per questi traguardi. Però abbiamo vinto mentalmente. Spero che questa vittoria sia di stimolo per quello che dovremo fare da qui in avanti”.

Quando siete venuti a Roma per il Memorial Scozzese, hai raccontato come alla tua squadra mancasse ancora un po’ di determinazione nelle situazioni di punto a punto, cosa che invece ieri non avete sofferto. È questo l’aspetto su cui siete migliorati maggiormente?

“Questo è forse l’unico merito che mi riconosco. Le bimbe hanno fatto un percorso importante e questo è stato tutto frutto del loro impegno. Se c’è un merito che noi dello staff tecnico dobbiamo riconoscerci è di aver accompagnato le ragazze in questo percorso, perché abbiamo cercato di inserire nel loro cammino di crescita sempre qualcosa che le spingesse ad andate oltre i loro limiti. Abbiamo preso anche delle batoste, ma tutto ci è servito per crescere. Ieri, quando la situazione era molto complicata, abbiamo fatto tesoro di tutte le esperienze passate”.

Il Veneto è da sempre una delle regioni più competitive a livello pallavolistico, con società di grandissima tradizione. Il Fusion Team è invece una realtà giovanissima. Come avete fatto a colmare questo gap in così poco tempo?

“È semplicissimo: non preoccupandoci di quello che facevano gli altri. Quando ho cominciato a creare il progetto Fusion, ho evidenziato quello che secondo me era una patologia, ovvero la “sandonite”. Non mi andava proprio giù di vivere in funzione di quello che faceva San Donà. Abbiamo creato il contesto giusto, abbiamo preso gli allenatori più bravi che riuscivamo a reclutare, mettendo a disposizione le strutture e gli impianti migliori. E un po’ alla volta le cose sono migliorate. Abbiamo avuto anche un po’ di fortuna, perché pescare un’annata come questa non capita sempre, ma tanto è frutto proprio dell’aver creato queste premesse”.

Quanto è stata importante in questi anni la collaborazione con il Volleyrò Casal de’ Pazzi?

“Non mi vergogno a dire che in questo successo c’è tantissimo di Volleyrò, di Armando Monini, di Andrea Scozzese, di Laura Bruschini e di Alessandro Giovannetti. Se c’è una cosa che contraddistingue me e il nostro progetto è proprio l’umiltà. Non sono un tuttologo. Mi piace la pallavolo, ho avuto la fortuna di vincere tanto. Ma allenare i giovani non è come allenare in Serie A, è qualcosa di diverso. E allora sono andato a Roma, dai migliori che ci fossero in Italia per confrontarmi e per chiedere di entrare a far parte del Progetto Volleyrò. Quando dico ad Armando e Laura che possiamo crescere ancora tanto insieme, io ci credo veramente. Tutti possiamo trarre vantaggio da questa collaborazione. Quando mi sono confrontato con Giovannetti e Rocco, nelle lunghe serate passate a casa mia, abbiamo appreso tanto l’uno dall’altro e siamo cresciuti proprio grazie a questo continuo scambio di idee. Per questo c’è anche tanto di Giovannetti nella nostra vittoria. Ci sono pochissime società in Italia che collaborano come collaboriamo noi, senza la volontà di rubarsi le atlete ma con l’intenzione di crescere continuamente”.

Si avvicinano le Finali Nazionali. Con quale obiettivo affronterete questo importante avvenimento?

“Non so dirtelo. Ora sto vivendo partita dopo partita, perché abbiamo avversari che comunque hanno molta più esperienza di noi. Dovremo giocare meglio di come abbiamo fatto ieri e molto dipenderà da come sapremo approcciare l’evento. Sto però spingendo sul fatto che non andremo in vacanza, ma che andremo per giocare a pallavolo e per mostrare a tutti gli anni di lavoro che abbiamo fatto. Poi se arriveremo quindicesimi, quattordicesimi, decimi o quello che sarà non lo so. Di sicuro andremo a lì per far vedere la pallavolo che sappiamo fare”.

 

Marco Tavani

Ufficio Stampa

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